Gastrite e Helicobacter Pylori
Dopo aver parlato di bruciore di stomaco e quindi di reflusso gastroesofageo, per completare la panoramica dei più comuni disturbi sintomatici dell’ apparato digerente rimangono da esaminare la gastrite e il colon irritabile, di cui ne parleremo in seguito.
Secondo le statistiche circa tredici milioni. di connazionali soffrono di gastrite.
In questa definizione sono inseriti tutti quei disturbi dispeptici che compendono parte della sintomatologia della malattia da reflusso e tutta la sintomatologia, dolorosa e non, legata al tratto alto del apparato gastroenterico.
Sicuramente parte di questa sintomatologia è dovuta a somatizzazioni, stress, talvolta andrebbero inquadrati insieme a sintomatologie lievi da attacco da panico, ma la gran parte di questi disturbi sono sostenuti da infezione da Helicobacter Pylori, un batterio che si annida tra le pliche del nostro stomaco e che sopravvive, anzi vive allegramente ad un ph acido.
L’importanza di questa scoperta ha fatto vincere il premio Nobel ai due clinici-patologi australiani che hanno la paternità della scoperta (Marshall e Worren).
Mi piace ricordare però, tra i personaggi illustri che hanno apportato studi clinici e teorie e che hanno aiutato a valorizzare questa scoperta, il prof Gabriele Bianchi Porro che ha intuito fin da subito l’importanza dell’Helicobacter Pylori e ne ha supportato brillantemente la ricerca clinica.
L’Helicobacter Pylori è attualmente inserito dall’OMS tra i fattori cancerogeni di primo grado per il cancro allo stomaco, tumore ad altissima mortalità (76%).
L’Helicobacter Pylori rientra anche nell’eziologia dell’ulcera paptica, della dispepsia e nel linfoma MALT.
Le vie di trasmissione sono quella oro-fecale, orale (si è trovato il batterio anche sulla placca e nella saliva) e da animali (veterinari o che sta a contatto con animali domestici).
Cosa fare quindi? Come sempre consiglio una visita dal proprio medico di fiducia, che potrebbe (alla luce di una sintomatologia quale pesantezza di stomaco, eruttazione, cattiva digestione, dolori addominali e bruciori) consigliare un test per valutare la presenza dell’Helicobacter Pylori nello stomaco oppure direttamente una gastroscopia.
Recentemente si è utilizzata come linea di demarcazione tra le due opportunità diagnostiche l’età di 55anni. Questo perché considerata la pericolosità del cancro gastrico e l’età media di insorgenza, al di sotto dei 55 anni è sufficiente un test per valutare la presenza del batterio, al di sopra di questa età si andrà a vedere eventuali lesioni con una diagnostica invasiva.
I test per l’Helicobacter Pilori
I test più precisi, con una sensibilità del 95%, sono il test delle feci e il test del respiro.
Il test delle feci è un test molto semplice e poco costoso, basta portare all’istituto di analisi un campione di feci e aspettare la risposta.
Il test del respiro, molto più ben accetto dalla maggior parte dei pazienti, è più costoso e avviene facendo bere a stomaco vuoto dell’aranciata marcata con urea radioattiva e facendo soffiare successivamente in una provetta dove si ricercheranno le tracce di urea metabolizzate dal batterio.
Se il test sarà positivo è indicata l’eradicazione dell’Helicobacter Pylori con l’utilizzo di antibiotici ad alte dosi /in genere due distinti) accoppiati ad un IPP che abbassa l’acidità dello stomaco favorendo l’attività degli antibiotici. Ma tutto questo è demandato alla prescrizione medica.
 
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