La betulla (in latino: Betula alba) della famiglia delle betullaceae è un albero slanciato, molto diffuso nelle regioni temperate fredde. Cresce preferibilmente nelle zone montane subalpine e dell’Appennino settentrionale.
La corteccia del tronco è chiara; ha rami flessibili e penduli, foglie alterne dentate, fiori riuniti in spiga.
Pianta originaria del Caucaso, dell’Europa e dell’Asia settentrionale, è stata utilizzata dall’uomo fin dall’antichità sia per il legname che per le proprietà medicinali. Già nel XlI secolo Santa Ildegarda, badessa benedettina, lodò le proprietà cicatrizzanti dei suoi fiori. Oggi in fitoterapia si utilizzano i fiori, le foglie, la corteccia, le gemme e la linfa.
La proprietà principale della betulla è quella di stimolare la diuresi senza effetti collaterali. Le foglie sono usate pertanto contro gli edemi sia di origine renale che cardiaca, per diminuire l’albuminuria ed eliminare l’acido urico. Hanno inoltre la proprietà di aumentare la fluidità della bile e di diminuire il tasso di colesterolo nel sangue. Continua a leggere: Stimolare la diuresi con la Betulla
Benessere, Erbe medicinali, Salute
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Dopo tanto maltempo i primi caldi primaverili: un sollievo, ma non per tutti.
Milioni di soggetti allegici al polline hanno esultato per la stagione poco primaverile e molto autunnale che fino ad oggi ha maltrattato, meteorologicamente parlando, il bel paese.
Ma ecco che il naso comincia a prudere e gli occhi a dar fastidio: è arrivata l’allergia o pollinosi.
Chi con sintomi più leggeri e chi più gravi fino ad arrivare a vere e proprie crisi asmatiche a rimesso mano ai fazzoletti e spolverato le scatole degli antistaminici fino ad ieri ricoverate nei cassetti di casa.
E’ il tempo delle graminacee e della paritaria, tra i ,maggiori responsabili degli starnuti primaverili nel nostro paese.
Ma attenzione, chi è allergico al polline può sviluppare delle fastidiose intolleranze che si acuiscono durante il periodo di sensibilizzazione del soggetto. Continua a leggere: Con l’allergia al polline quali alimenti evitare
Alimentazione, Allergie, Salute
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Circa il 20% dei pazienti affetti da pollinosi stagionale presenta delle reazioni allergiche dopo l’ingestione di determinati alimenti, frutta e verdura, queste allergie secondarie vengono definite “crociate” o sindrome orale allergica.
Questa sindrome si presenta con una sintomatologia iniziale all’apparato digerente:
- Prurito ed edema (gonfiore) alle labbra-palato-lingua
- Difficoltà anche gravi alla deglutizione
- Vomito
- Diarrea
I sintomi possono aggravarsi fino ad arrivare ad una vasta sintomatologia respiratoria e/o sistemica fino, nei casi estremi allo shock anafilattico
Queste reazioni crociate allergiche sono causate da alcune proteine che in determinati casi sono comuni sia al polline delle piante che agli alimenti vegetali. Continua a leggere: Allergie al polline e reazioni crociate alimentari
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Oleacee
Da non sottovalutare neanche alcuni alberi e/o arbusti tra i principali responsabili delle allergie respiratorie nell’area mediterranea: la Oleacee.
Questa è una famiglia arborea che produce abbondante polline da metà maggio fino a giugno inoltrato. La quantità di polline prodotta è solitamente con picchi biennali, così che ad un annata con scarsa produzione di pollini ne segue una estremamente produttiva e quindi causante pollinosi molto accentuate.
A questa famiglia appartengono gli Olivi, Frassino e Ligustro.
Di minore importanza sempre per l’insorgenza di pollinosi, sono le Cupressacee, genere sempre di più utilizzato per scopi ornamentali. Negli ultimi anni si è visto un aumentare della allergia ai pollini di queste piante. Continua a leggere: Quali sono le piante che causano allergia: Oleacee, Composite e Betullacee
Allergie
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Indubbiamente il polline è in percentuale la causa più frequente delle allergie inalanti.
Tutti sappiamo che il polline è costituito da microscopici granuli liberati dai vegetali durante il periodo della fioritura e trasportati dal vento, animali, insetti, lontano dalla pianta individuo di origine per l’impollinazione di altre piante in modo da far scambiare i gameti e creare l’unicità degli individui.
Durante la fioritura i pollini raggiungono le mucose del sistema respiratorio dell’uomo causando la liberazione di frazioni proteiche che mediano per la reazione allergica. Questo succede quando il sistema immunitario considera “not self” cioè non conosciuto e quindi potenzialmente aggressivo e/o pericoloso per l’individuo gli allergeni dei pollini, attaccandoli e cercando di distruggerli.
Questo causa l’insorgenza dello stato di pollinosi che si manifesta con il quadro clinico ben noto che và dalla rinorrea alla lacrimazione congiuntivele, fino alla broncocostrizione e all’asma. Continua a leggere: Le allergie al polline
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